CCNL Domestico – Firmata la nuova intesa – Comunicato delle Parti

Firmato il giorno 8/9/2020, tra FIDALDO, DOMINA e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS, FEDERCOLF, il nuovo CCNL per i lavoratori domestici con decorrenza dall’1/10/2020

Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale del Settore Domestico, come comunicato ufficialmente dalle parti firmatarie, FIDALDO, DOMINA e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS, FEDERCOLF, rinnova il CCNL 20/2/2014 scaduto nel dicembre 2016, entra in vigore dal 1° ottobre 2020 “introducendo importanti novità normative ed intervenendo su aspetti qualificanti, con particolare riferimento al mercato e all’organizzazione del lavoro domestico, all’accrescimento della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché al trattamento retributivo”.


Le Parti informano che per la parte economica, “l’intesa prevede un aumento economico mensile di 12 euro per il livello medio B Super dal 1° gennaio 2021, e contempla un sistema di indennità a decorrere dal 1° ottobre 2020 – da 100 euro a 116 euro circa – erogate in aggiunta alla retribuzione minima contrattuale ai lavoratori che assistono bambini fino al 6° anno di età ed agli assistenti familiari che assistono più di una persona non autosufficienti. Ai lavoratori in possesso della certificazione di qualità verrà inoltre riconosciuta una ulteriore indennità fino a 10 euro al mese.”

Laboratori Privati Cifa: da settembre nuovi minimi



Da settembre 2020 sono previsti nuovi minimi retributivi per i dipendenti dei Laboratori di Analisi Cliniche e dei Centri Poliambulatoriali – Cifa.


 


Con il rinnovo contrattuale siglato lo scorso anno tra CIFA, Confederazione Italiana Federazioni Autonome, FEDERLAB, Associazione Nazionale Strutture Ambulatoriali, e FIALS, Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, CONFSAL, dopo un ampio dibattito, nella propria autonomia negoziale ed organizzativa, si è stipulato un aumento retributivo da settembre 2020, per i dipendenti dei Laboratori di Analisi Cliniche e dei Centri Poliambulatoriali.


Qualificati

















































Livello Minimo
Quadro 2.272,56
F 1.867,41
E 1.667,08
D 1.536,71
C 1.437,74
B 1.344,37
A 1.267,52
E Primo Ingresso – I° anno 1.250,31
E Primo Ingresso – 2° anno 1.417,02
D Primo Ingresso – I° anno 1.152,53
D Primo Ingresso – 2° anno 1.306,20
C Primo Ingresso – I° anno 1.078,30
C Primo Ingresso – 2° anno 1.222,08
B Primo Ingresso – I° anno 1.008,27
B Primo Ingresso – 2° anno 1.142,71

 


Apprendisti Professionalizzanti

































































































Livello Da mese A mese Minimo
A 1 6 887,26
7 12 1.014,02
13 18 1.140,77
B 1 6 941,06
7 12 1.075,50
13 18 1.209,93
C 1 8 1.006,42
9 16 1.150,19
17 24 1.293,97
D 1 8 1.075,70
9 16 1.229,37
17 24 1.383,04
E 1 12 1.166,96
13 24 1.333,66
25 36 1.500,37
F 1 12 1.307,19
13 24 1.493,93
25 36 1.680,67
Q 1 12 1.590,79
13 24 1.818,05
25 36 2.045,30

Sorveglianza sanitaria per i lavoratori “fragili”: indicazioni


Si forniscono alcuni chiarimenti sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività, con particolare riferimento ai lavoratori e alle lavoratrici “fragili”.


In primo luogo, ai lavoratori e alle lavoratrici deve essere assicurata la possibilità di richiedere al datore l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio da SARS-CoV-2, in presenza di patologie con scarso compenso clinico, a supporto della valutazione del medico competente. Anche nel caso in cui i datori di lavoro non sono tenuti alla nomina del medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria (ad es., in alcuni casi, le scuole), dovrà essere assicurata la possibilità di richiedere al datore stesso l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio da SARS-CoV-2, in presenza di patologie con scarso compenso clinico. In quest’ultima ipotesi, ferma restando la possibilità per il datore di lavoro di nominare comunque il medico competente, in base alla valutazione del rischio, ai fini della massima tutela dei lavoratori fragili, su richiesta del lavoratore o della lavoratrice, il datore di lavoro potrà inviare il lavoratore o la lavoratrice a visita presso enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico, tra i quali: l’INAIL e i dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università.
Ai fini della valutazione della condizione di fragilità, il datore dovrà fornire al medico incaricato di emettere il giudizio una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore o dalla lavoratrice e della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività, nonché le informazioni relative all’integrazione del documento di valutazione del rischio, in particolare con riferimento alle misure di prevenzione e protezione adottate per mitigare il rischio da SARS-CoV-2, in attuazione del Protocollo del 24.4.2020.
All’esito di tale valutazione, il medico esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative.
Resta ferma la necessità di ripetere periodicamente la visita anche alla luce dell’andamento epidemiologico e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche in termini di prevenzione, diagnosi e cura.
Peraltro, allo stato, in ragione dei mutamenti del quadro normativo, le visite mediche richieste dai lavoratori e dalle lavoratrici entro il 31 luglio 2020 saranno regolarmente svolte sulla base delle indicazioni di cui sopra. Nell’attuale fase è opportuno tendere al completo ripristino delle visite mediche previste dal TU sicurezza, sempre a condizione che sia consentito operare nel rispetto delle misure igieniche raccomandate dal Ministero della salute e secondo quanto previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché tenendo conto dell’andamento epidemiologico nel territorio di riferimento. È comunque opportuno, laddove possibile, che le visite mediche si svolgano in una infermeria aziendale o ambiente idoneo di metratura tale da consentire il necessario distanziamento fra il medico e il lavoratore/lavoratrice soggetto a visita, con sufficiente ricambio d’aria e che permetta un’adeguata igiene delle mani. In occasione delle visite mediche è opportuno che anche il lavoratore indossi idonee protezioni (mascherina).

Lavoratori poligrafici di imprese stampatrici ed editrici: rilascio e istruzioni domanda prepensionamento


Con messaggio n. 3227/2020, l’Inps comunica l’avvenuto rilascio – e le istruzioni per la gestione – dello specifico modello di domanda di prepensionamento dei lavoratori poligrafici di imprese stampatrici di giornali quotidiani e di periodici e di imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale.


Con circolare n. 93/2020 sono state fornite istruzioni per l’applicazione dell’art. 1, co. 500, della L. 27 dicembre 2019, n. 160, recante disposizioni in materia di prepensionamento dei lavoratori poligrafici di imprese stampatrici di giornali quotidiani e di periodici e di imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale. L’Inps, con il messaggio in commento, comunica la disponibilità del prodotto di domanda denominato “Pensione Anticipata Prepensionamento Editoria art.1 comma 500 legge 160/2019”.
La domanda di pensione può essere presentata con le seguenti modalità. Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (PIN rilasciato all’Istituto, SPID, Carta nazionale dei servizi e carta di identità elettronica 3.0) può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione “Domande di Pensione”.
Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menu di sinistra, occorre selezionare in sequenza “Pensione Anzianità/Anticipata/Vecchiaia” > “Pensione Anticipata” > “Prepensionamento Editoria art.1 comma 500 legge 160/2019”.
La domanda può essere presentata anche per il tramite dei Patronati e degli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’INPS ovvero, in alternativa, può essere presentata utilizzando i servizi del Contact center.


Qualora i richiedenti abbiano utilizzato, nelle more del rilascio dello specifico prodotto, i prodotti di domanda Pensione Anticipata “Prepensionamento Editoria” oppure “Pensione Anticipata Prepensionamento Editoria art.1, comma 154 della legge n. 205 del 2017”, indicando nella sezione note la volontà di avvalersi dei benefici di cui all’articolo, 1 comma 500, della legge n. 160/2019, le relative domande, se conformi alle indicazioni di cui al paragrafo 4 della circolare n. 93/2020, dovranno essere chiuse e ricaricate utilizzando lo specifico prodotto; analogamente si procederà nel caso di eventuali domande che siano state respinte in quanto presentate nelle more della pubblicazione della specifica circolare.


L’accesso al beneficio – si ricorda – avviene secondo l’ordine di sottoscrizione del relativo accordo di procedura presso l’ente competente ed è soggetto al monitoraggio della capienza anche prospettica degli specifici limiti di spesa.
Con successivo messaggio saranno fornite indicazioni operative per l’espletamento del monitoraggio e per la trattazione delle domande pervenute.

Separazione CCNL METALMECCANICA Conflavoro – Fesica-Confsal

Il giorno 15/7/2020, tra CONFLAVORO PMI e la FESICA-CONFSAL, con l’assistenza della CONFSAL, si è stipulato l’accordo interconfederale CCNL metalmeccanico industria ed artigianato del 29/7/2016 (con validità dall’1/8/2016 al 31/7/2019).

La CONFLAVORO PMI e la FESICA-CONFSAL, constatano che il suddettoCCNL irisulta scaduto alla data del 31/7/2019 e, pertanto, in sede di nuova sottoscrizione del CCNL di settore, in sostituzione del precedente e previa disdetta dello stesso che viene effettuata con la sottoscrizione del presente Accordo Interconfederale, concordano di sottoscrivere in data odierna due nuovi CCNL inerenti al comparto Metalmeccanico, diversificando rispettivamente i rispettivi regimi di regolamentazione del rapporto di lavoro e delle relative tutele, sulla base delle caratteristiche ed esigenze dei comparti rispettivamente: dell’Industria e dell’Artigianato.
Le Parti Sindacali, pertanto, concordemente:
1) Disdicono il CCNL suindicato Metalmeccanico Industria ed Artigianato sottoscritto il 29/7/2016 a far data dall’1/8/2020 e, conseguentemente, sottoscrivono due CCNL relativi al settore Metalmeccanico: n. 1 CCNL Industria e n. 1 CCNL Artigianato con discipline e regolamentazioni rispettivamente autonome.
2) L’efficacia e validità dei CCNL sottoscritti (CCNL Industria e CCNL Artigianato) decorrono dall’1/8/2020; essi sostituiscono il precedente CCNL del comparto Metalmeccanico.
3) Le Società e/o Ditte individuali che applicano il CCNL in epigrafe disdettato dall’1/8/2020, conformeranno e/o adegueranno i rapporti di lavoro già instaurati, instaurandi, nonché i futuri, alle disposizioni dei CCNL Metalmeccanico Industria e del CCNL Metalmeccanico Artigianato sottoscritti in data odierna, sulla base ed in considerazione del relativo settore di appartenenza.

CCNL Letturisti Conflavoro – Fesica Confsal: ridefinita la tabella retributiva


CCNL Letturisti ConflavoroFesica Confsal: ridefinita la tabella retributiva



Con accordo raggiunto il 28/5/2020 tra CONFLAVORO-FMI e FESICA-CONFSAL, si è ridefinita e sostituita la tabella retributiva del CCNL Letturisti, acqua, gas e energia elettrica del 28/3/2019


CONFLAVORO-FMI e FESICA-CONFSAL, Parti firmatarie del CCNL Letturisti acqua, gas e energia elettrica del 28/3/2019 (validità 1/4/2019 – 31/3/2022), si sono incontrate il 28/5/2020 in via telematica per sottoscrivere il presente Accordo integrativo e modificativo del Contratto su indicato.
Le Parti, hanno considerato la necessità di apportare delle variazioni alla paga base stabilita per i vari livelli contrattuali, con conseguente sostituzione delle retribuzioni base ivi stabilite, come da nuova Tabella qui di seguito definita.
Le variazioni decorrono dall’1/6/2020 e saranno applicate sino alla scadenza del CCNL stesso. Esse si inseriscono nel testo del CCNL e ne fanno parte integrante, variando il relativo testo originario.


TABELLA ACQUA GAS ENERGIA ELETTRICA






































LIvelli

Retribuzione Base dall’1/6/2020 al 31/8/2020

Retribuzione Base dall’1/9/2020 al 31/8/2021

Retribuzione base dall’1/9/2021

Quadri 3.003,00 3.042,00 3.084,00
Sesto 2.299,00 2.329,00 2.362,00
Quinto 2.094,00 1121,00 2.150,00
Quarto 1.966,00 1.992,00 2.019,00
Terzo 1.840,00 1.864,00 1.889,00
Secondo 1.663,00 1.685,00 1.708,00
Primo 1.496,00 1.516,00 1.537,00


Ai lavoratori inquadrati come quadro dovrà essere corrisposto un terzo elemento di importo pari ad Euro 62,00.
Per tutti gli altri livelli, alla paga base dovrà essere aggiunto un importo pari ad Euro 10,33.

Firmato un accordo Multiservizi CONFLAVORO PMI e FESICA-CONFSAL

07 SETT 2020 Firmato un accordo interconfederale integrativo e modificativo del contratto collettivo nazionale di lavoro multiservizi CONFLAVORO PMI e FESICA-CONFSAL

Il settore disciplinato dal CCNL Multiservizi è frequentemente caratterizzato dalla produzione di servizi mediante la sottoscrizione di contratti di appalto implicanti un elevato impiego di manodopera (Inbour intensive) e, conseguentemente, periodici cambi di gestione fra le imprese nell’esecuzione del/i servizio/i appaltato/i.
Per motivi legati alla situazione epidemiologica emergenziale da Covid-19 le parti hanno ritenuto opportuno rivisitare le procedure e le condizioni di subentro nei contratti di appalto.
L’Azienda cessante ne darà preventiva comunicazione, ove possibile nei 20 giorni precedenti, alle Organizzazioni sindacali aziendali e territoriali competenti, fornendo le informazioni sulla consistenza numerica degli addetti interessati, sul rispettivo orario settimanale.
L’azienda subentrante dovrà incontrare le OO.SS. al fine di stabilire, ove possibile, il mantenimento del livello occupazionale di tutto il personale operante sull’appalto.
In caso di cambio di appalto a parità di termini, modalità e prestazioni contrattuali rispetto all’appalto cessato, l’impresa subentrante, ove possibile, e laddove la propria organizzazione d’impresa consenta l’assorbimento di tutta la forza lavoro, si impegna a garantire l’assunzione dei lavoratori esistenti in organico addetti all’esecuzione dell’appalto e risultanti da documentazione probante l’assegnazione dei lavoratori da almeno 8 mesi prima della cessazione dell’appalto, eventualmente proponendo anche contratti di lavoro con rimodulazione di orario diversa da quella precedente.
Inoltre, nell’esame ulteriore delle pattuizioni collettive del CCNL sono, inoltre, emersi dei refusi di stesura e, pertanto, cle parti hanno eliminato alcune  discrasie tra norme e richiami contrattuali, alcune disposizioni contenute all’interno del medesimo, ossia, in particolare i Requisiti di applicabilità, relativi al rapporto di Lavoro a Tempo Determinato. Viene stabilito che la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore per effetto di una successione di contratti conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale ed indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, salvo diverse disposizioni di legge, non può superare i 24 mesi.


 

Fruizione oraria del congedo Covid-19: indicazioni


Si forniscono indicazioni istruzioni in materia di diritto alla fruizione del congedo COVID-19 e di permessi indennizzati di cui alle legge 104, modificati per numero di giornate ed estensione del periodo di fruizione dal Decreto Rilancio.


Come noto, in sede di conversione del DL Rilancio, è stat prevista la possibilità di fruire del congedo COVID-19 in modalità oraria, solo per i lavoratori dipendenti e non anche i lavoratori autonomi o gli iscritti alla Gestione separata, ed interessa le domande aventi ad oggetto la fruizione di congedo COVID-19 in modalità oraria nel periodo dal 19 luglio 2020 al 31 agosto 2020. Le domande possono avere ad oggetto fruizioni di congedo COVID-19 in modalità oraria effettuate antecedentemente alla data di presentazione delle stesse, purché relative a periodi ricadenti all’interno dell’arco temporale sopra individuato.
Il congedo COVID-19 in modalità oraria può essere fruito da entrambi i genitori purché la fruizione avvenga in maniera alternata. Ne consegue che il congedoCOVID-19 orario è incompatibile con la fruizione, nello stesso giorno, di congedo COVID-19 giornaliero da parte dell’altro genitore. Sono invece compatibili due richieste di congedo COVID-19 in modalità oraria nello stesso giorno da parte dei due genitori, purché le ore di fruizione all’interno della stessa giornata non si sovrappongano.
In merito alla compatibilità del congedo COVID-19 ad ore con altri congedi, permessi o prestazioni, l’Istituto richiama le indicazioni contenute nel messaggio n. 1621/2020 con le seguenti precisazioni:
– il congedo COVID-19 in modalità oraria è incompatibile con la fruizione del congedo parentale giornaliero da parte dell’altro genitore per lo stesso minore. Risulta invece compatibile con la fruizione di congedo parentalead ore da parte dell’altro genitore per lo stesso minore, purché le ore all’interno della stessa giornata non si sovrappongano.
Risulta altresì compatibile, per il soggetto richiedente, fruire nello stesso giorno di congedo COVID-19 ad ore e di congedo parentale ad ore;
– il congedo COVID-19 in modalità oraria è compatibile anche con riposi giornalieri della madre e del padre fruiti nella stessa giornata dal richiedente o dall’altro genitore;
– il congedo COVID-19 in modalità oraria è compatibile con la fruizione da parte dell’altro genitore, per lo stesso figlio e nelle stesse giornate, dei permessi 104, del prolungamento del congedo parentale di cui all’articolo 33 del D.lgs n. 151/2001 o del congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del medesimo decreto legislativo; ciò in quanto si tratta di benefici diretti a salvaguardare due situazioni diverse non contemporaneamente tutelabili tramite l’utilizzazione di un solo istituto.
Infine, la fruizione del congedo COVID-19 in modalità oraria non cambia le disposizioni di compatibilità con il bonus baby-sitting/centri estivi.


La domanda di congedo COVID-19 in modalità oraria deve essere presentata in modalità telematica, utilizzando la procedura per la presentazione delle domande di congedo parentale a ore ordinario, selezionando la specifica opzione “COVID-19”.
Nella domanda di congedo COVID-19 ad ore pertanto il genitore dichiara:
– il numero di giornate di congedo COVID-19 da fruire in modalità oraria;
– il periodo all’interno del quale queste giornate intere di congedo COVID-19 sono fruite in modalità oraria.
Il periodo all’interno del quale si intende fruire delle ore di congedo COVID-19 dovrà essere contenuto all’interno di un mese solare.
Tale periodo dovrà essere ricompreso all’interno dell’intervallo temporale che intercorre dal 19 luglio 2020 al 31 agosto 2020. Pertanto, nel caso in cui il periodo all’interno del quale si intende fruire delle ore di congedo COVID-19 sia a cavallo tra il mese i luglio 2020 ed il mese di agosto 2020, dovranno essere presentate due domande.
Considerato che l’indennizzo del congedo COVID-19 continua ad essere erogato in modalità giornaliera, la fruizione oraria deve comunque essere ricondotta ad una giornata intera di congedo. Dunque, se le ore che compongono un giorno di congedo COVID-19 sono fruite su più giornate di lavoro, nella domanda che si presenta all’Istituto dovrà essere dichiarato di fruire di 1 giorno di congedo COVID-19 all’interno di un arco temporale di riferimento (dalla data x alla data y) nello stesso mese solare.

Sicurezza luoghi di lavoro: priorità alle misure di sicurezza collettive


I garanti della sicurezza nei luoghi di lavoro hanno l’obbligo di dare priorità alle misure di sicurezza collettive rispetto a quelle di tipo individuale, senza che sia attribuita, nell’applicazione delle stesse, alcuna discrezionalità. La nozione di priorità, cui fa riferimento il D.Lgs. n. 81/2008, rappresenta la tavola di preminenti valori o interessi fatta propria dal soggetto regolatore e dal medesimo posta a fondamento delle opzioni esercitate, ciò non fa venir meno la natura precettiva delle disposizioni, in cui la nozione è richiamata, né le fa degradare a mera raccomandazione di una scelta o di un comportamento che il destinatario sia libero di adottare o meno (Cass. Sent. n. 18137/2020).


La Corte di appello di Bologna ha confermato la sentenza del Tribunale di Parma che aveva respinto la domanda, proposta dagli eredi, diretta a ottenere il risarcimento dei danni conseguenti all’infortunio mortale del lavoratore precipitato al suolo da un’altezza di circa dodici metri mentre si trovava sul tetto di un capannone industriale per l’esecuzione di lavori appaltati e poi subappaltati ad una società di cui era dipendente.
Secondo la Corte di appello, il lavoratore era stato dotato di adeguati ed efficienti dispositivi di protezione individuale (cintura ed imbragatura) rispetto al rischio di caduta dall’alto, dunque l’evento si era verificato per una sua condotta imprevedibile e azzardata, verosimilmente consistita nel fatto di essersi sganciato dalla linea vita di ancoraggio, Né poteva configurarsi, secondo la Corte, diversamente da quanto sostenuto dagli appellanti, un profilo di inadempimento per mancata adozione di misure di protezione collettiva, considerato che l’art. 15, co. 1, lett. i), del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, nello stabilire la “priorità” di tali misure rispetto a quelle individuali, lungi dal qualificare adottabili le misure di sicurezza individuali solo ed esclusivamente nei casi in cui sia impossibile il ricorso alle misure di sicurezza collettive, lascia al soggetto responsabile un margine di apprezzamento legato a fattori diversi, quali la compatibilità con la situazione dei luoghi, il tipo di lavorazione da svolgere e la comparabilità dei rischi.
Contro tale sentenza, gli eredi hanno proposto ricorso per cassazione, con cinque motivi, cui ha resistito la s.n.c.


Con il primo motivo viene dedotto l’omesso esame di fatti decisivi per il giudizio e oggetto di discussione fra le parti. Con il secondo viene dedotta la violazione degli artt. 2087, 2050 e 2051 cod. civ. per non avere la Corte di appello considerato che, nel caso di specie, sarebbe stata possibile l’installazione di misure anticaduta di tipo collettivo sicure e compatibili con il contesto lavorativo, in virtù del dovere del datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale del lavoratore, adottando la massima sicurezza tecnologicamente possibile.
Il primo motivo – secondo la Cassazione – è inammissibile per cessazione della materia del contendere, stante la dichiarazione di rinuncia allo stesso da parte del difensore delle parti ricorrenti intervenuta nella memoria ex art. 378 cod. proc. civ. sul rilievo della sua inammissibilità per c.d. “doppia conforme”. Inammissibile anche il secondo motivo, in quanto genericamente formulato e, nella sua seconda parte anche tendente a proporre rilievi di puro merito, estranei alla sede del giudizio di legittimità.
Fondato, invece, ed accolto il terzo motivo di ricorso, con cui si denuncia la violazione degli artt. 15 e 90, comma 1°, d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, sul rilievo che tali disposizioni stabiliscono, per i garanti della sicurezza nei luoghi di lavoro, l’obbligo di dare priorità alle misure di sicurezza collettive rispetto a quelle di tipo individuale, senza che – diversamente da quanto ritenuto dalla Corte – sia attribuita, nell’applicazione delle stesse, alcuna discrezionalità.
L’art. 15, D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – afferma la corte di Cassazione – elenca le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e, tra di esse, al comma 1, lettera i), stabilisce che sia assegnata “priorità” alle “misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale”.
In correlazione con tale disposizione l’art. 75 del medesimo decreto prevede che i dispositivi di protezione individuale “devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti (…) da mezzi di protezione collettiva” (oltre che mediante il ricorso a “misure tecniche di prevenzione” e a “misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro”).
Il successivo art. 90 prevede, poi, al comma 1, che “Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase di progettazione dell’opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell’esecuzione del progetto e nell’organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure di tutela di cui all’articolo 15”.
Inoltre, l’art. 111 del decreto ripropone, al comma 1, lettera, a), per i lavori da eseguirsi “in quota”, il criterio della “priorità” delle misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali; e, al comma 6, prevede che “il datore di lavoro nel caso in cui l’esecuzione di un lavoro di natura particolare richiede l’eliminazione temporanea di un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute, adotta misure di sicurezza equivalenti ed efficaci […]. Una volta terminato definitivamente o temporaneamente detto lavoro di natura particolare, i dispositivi di protezione collettiva contro le cadute devono essere ripristinati”.
Ciò premesso, gli Emellini rilevano che la nozione di priorità, cui è fatto riferimento sia nell’art. 15, sia nell’art. 111 del decreto legislativo n. 81/2008, rappresenta la tavola di preminenti valori o interessi fatta propria dal soggetto regolatore e dal medesimo posta a fondamento e a giustificazione delle opzioni esercitate. Ciò non fa venir meno la natura precettiva delle disposizioni, in cui la nozione è richiamata, né le fa degradare a mera raccomandazione di una scelta o di un comportamento che il destinatario sia libero di adottare o meno.
E’, invece, proprio questa la sostanza della lettura seguita dalla Corte di merito nella sentenza impugnata, là dove si esclude che la mancata adozione della misura prioritaria possa integrare un inadempimento e si afferma che il riferimento al criterio di priorità “lascia logicamente al soggetto responsabile un margine di apprezzamento legato ad una serie di fattori” : fattori peraltro concretamente individuati dalla Corte nella opportunità di evitare la creazione e la diffusione di rischi ulteriori connessi alla predisposizione delle misure collettive (per la necessità di usare dispositivi di protezione individuale nel corso della loro realizzazione e per il concorso, in tale realizzazione, di una comunità di lavoratori), come nella esigenza datoriale di contenere costi e tempi, e cioè in elementi indimostrati e comunque estranei tanto alla formulazione dell’art. 15 (e dell’art. 111) del decreto legislativo n. 81/2008, quanto alle ragioni e alle finalità che hanno ispirato la legislazione in materia di sicurezza del lavoro.
Si tratta di conclusione in contrasto anche con il quadro normativo, che la Corte ha dichiarato di avere presente.
A tale quadro deve aggiungersi l’art. 148 del D.Lgs. n. 81/2008, nella versione di cui al d.lgs. n. 106/2009, la quale prevede che “prima di procedere alla esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture e simili, fermo restando l’obbligo di predisporre misure di protezione collettiva, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego”.
Non può, d’altra parte, ritenersi che le parole fermo restando l’obbligo di predispone misure di protezione collettiva attengano esclusivamente all’ipotesi in cui si mostri dubbia la “resistenza” delle superfici su cui eseguire i lavori, perché a quest’ultima problematica è dedicato, con il richiamo a specifiche misure, il comma 2 della disposizione in esame.
Si conclude, pertanto, che, ove si debbano svolgere lavori al di sopra di “lucernari, tetti, coperture e simili”, sia obbligatoria la predisposizione di misure di protezione collettiva, con l’unico ed esclusivo limite che la realizzazione di tali misure risulti incompatibile con lo stato dei luoghi o impossibile per altre ragioni tecniche, la cui prova in giudizio grava sul datore di lavoro e, per quanto di rispettiva competenza, sui soggetti titolari di posizioni di garanzia.
Nell’accoglimento del terzo motivo restano assorbiti il quarto e il quinto. L’impugnata sentenza della Corte di appello di Bologna viene conseguentemente cassata e la causa rinviata, anche per le spese del presente giudizio, alla stessa Corte in diversa composizione.

Edilizia Piccola Industria Confapi: minimi dall’1/9/2020



Si riportano le tabelle retributive che decorrono dall’1/9/2020, per i dipendenti dalle aziende del settore Edilizia Piccola Industria Confapi, come previsto dall’ipotesi di accordo del 29/7/2019


RETRIBUZIONE CONTRATTUALE dall’1/9/2020


Qualificati













































Livello

Minimo

Contingenza

EDR

Totale

7 1.791,96 535,12 10,33 2.337,41
6 1.612,46 530,79 10,33 2.153,58
5 1.343,98 524,31 10,33 1.878,62
4 1.254,37 522,15 10,33 1.786,85
3 1.164,78 520,00 10,33 1.695,11
2 1.048,30 517,16 10,33 1.575,79
1 895,99 513,46 10,33 1.419,78


Apprendisti Professionalizzanti dal 26/4/2012























































































































































































































































Livello

Da mese

A mese

Minimo

Contingenza

EDR

Totale

2 1 6 786,22 387,87 7,75 1.181,84
7 12 891,06 439,59 8,78 1.339,43
13 18 912,02 449,93 8,99 1.370,94
19 24 995,89 491,30 9,81 1.497,00
3 1 6 931,82 416,00 8,26 1.356,08
7 12 966,77 431,60 8,57 1.406,94
13 18 990,06 442,00 8,78 1.440,84
19 24 1.013,36 452,40 8,99 1.474,75
25 30 1.048,30 468,00 9,30 1.525,60
31 36 1.106,54 494,00 9,81 1.610,35
4 1 6 1.003,50 417,72 8,26 1.429,48
7 12 1.041,13 433,38 8,57 1.483,08
13 18 1.066,21 443,83 8,78 1.518,82
19 24 1.091,30 454,27 8,99 1.554,56
25 30 1.128,93 469,94 9,30 1.608,17
31 36 1.191,65 496,04 9,81 1.697,50
5 1 6 1.075,18 419,45 8,26 1.502,89
7 12 1.115,50 435,18 8,57 1.559,25
13 18 1.142,38 445,66 8,78 1.596,82
19 24 1.169,26 456,15 8,99 1.634,40
25 30 1.209,58 471,88 9,30 1.690,76
31 36 1.276,78 498,09 9,81 1.784,68
6 1 6 1.289,97 424,63 8,26 1.722,86
7 12 1.338,34 440,56 8,57 1.787,47
13 18 1.370,59 451,17 8,78 1.830,54
19 24 1.402,84 461,79 8,99 1.873,62
25 30 1.451,21 477,71 9,30 1.938,22
31 36 1.531,84 504,25 9,81 2.045,90
7 1 6 1.433,57 428,10 8,26 1.869,93
7 12 1.487,33 444,15 8,57 1.940,05
13 18 1.523,17 454,85 8,78 1.986,80
19 24 1.559,00 465,55 8,99 2.033,54
25 30 1.612,76 481,61 9,30 2.103,67
31 36 1.702,36 508,36 9,81 2.220,53