Misure di sostegno a favore dei lavoratori delle imprese turistiche

Firmato il 7/10/2021 il testo dell’avviso comune sulla proroga del Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza e sugli interventi a sostegno dei lavoratori e delle imprese del settore turismo.

Preso atto che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha condizionato e condizionerà l’operatività delle imprese del settore turismo, anche a causa dei pesanti riflessi indotti dalle misure per il contenimento del virus, quali le limitazioni agli spostamenti e allo svolgimento di eventi e attività, gli obblighi di distanziamento e il ricorso allo smart-working e che la crisi pandemica si è riflessa in un deterioramento delle condizioni occupazionali e in una contrazione del fatturato del settore turistico più marcati rispetto agli altri comparti con un ampio ricorso ai finanziamenti erogati da banche e società finanziarie necessari a fronteggiare la crisi di liquidità.
Considerato che numerose imprese al prossimo 10 ottobre avranno già fatto integrale ricorso ai trattamenti di integrazione salariale, la Commissione europea ha avviato la consultazione degli Stati membri sulla proposta di prorogare fino al 30/6/2022 il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza.
Pertanto le Parti firmatarie chiedono:
– che lo Stato italiano risponda positivamente alla richiesta della Commissione europea, chiedendo di prorogare il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza;
– che vengano assicurate ulteriori risorse per la proroga delle misure di sostegno in favore delle imprese e dei lavoratori, con particolare riferimento al contenimento dei costi fissi e alla sostenibilità dell’indebitamento, alla tutela dell’occupazione e al finanziamento degli ammortizzatori sociali con causale Covid-19, nell’attuale quadro di tutele, garantendone la fruibilità tanto ai lavoratori diretti quanto ai lavoratori indiretti e in relazione a tutte le casistiche proprie dei diversi comparti che compongono il settore.

METALMECCANICA CONFIMI: QUOTA CONTRIBUZIONE SINDACALE UNA TANTUM

L’Accordo 7/6/2021 di rinnovo del CCNL Confimi Impresa Meccanica, prevede la richiesta di una contribuzione sindacale straordinaria ai lavoratori non iscritti alle Organizzazioni Sindacali. Confimi, con comunicato, completa tale disposizione contrattuale

Le aziende, mediante affissione in bacheca da effettuarsi a partire dal 1° ottobre e fino al 30 novembre 2021, comunicheranno che in occasione del rinnovo del CCNL i sindacati stipulanti FIM e UILM chiedono ai lavoratori non iscritti al sindacato una quota associativa straordinaria di 35,00 euro da trattenere sulla retribuzione afferente al mese di dicembre.
Le aziende distribuiranno insieme alle buste paga del mese di ottobre 2021 l’apposito modulo che consente al lavoratore di accettare o rifiutare la richiesta del sindacato e che dovrà essere riconsegnato all’azienda entro il 15 novembre 2021. In caso di mancata riconsegna sarà effettuata la ritenuta secondo il principio del silenzio assenso.
Le aziende daranno tempestiva comunicazione tramite le Associazioni Imprenditoriali, alle Organizzazioni Sindacali di FIM, e UILM territoriali, del numero delle trattenute effettuate.
Le quote trattenute verranno versate dalle aziende con bonifico sul C/C bancario intestato a:

FIM – UILM
BCC Roma
Codice IBAN: IT 91 Q 08327 03200 0000 0003 9264
Swift code: ROMAITRR
Causale “Ccnl Confimi Impresa Meccanica quota servizio non iscritti azienda…”

Riscossione dei contributi associativi dell’Inps a Federterziario

L’INPS fornisce indicazioni in materia di gestione delle deleghe, riscossione e trasferimento all’Associazione sindacale Federterziario, dei contributi associativi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali.


 


La riscossione del contributo associativo è volontaria sarà effettuata dall’Istituto, a favore dell’Associazione medesima, purché in regola con gli obblighi contributivi, unitamente alla riscossione dei contributi obbligatori dovuti per legge dagli associati all’INPS, e sarà operata con le medesime modalità e la medesima periodicità
Sull’avviso di pagamento, che l’Istituto rende disponibile ai contribuenti, sarà evidenziato, unitamente all’importo dovuto a titolo di contributi obbligatori, l’importo della quota associativa e l’Associazione destinataria dello stesso.
L’Istituto provvederà a riversare all’Associazione le quote di contributo associativo, versate dall’associato entro la data d’inizio della fase di abbinamento con il modello di versamento F24, di norma coincidente con il settimo giorno successivo alla data di scadenza ordinaria legale per il pagamento dei contributi previdenziali obbligatori.
Qualora l’associato non versi per intero l’importo complessivamente dovuto per la singola rata, gli importi versati entro il termine sopra indicato saranno prioritariamente imputati al pagamento dei contributi previdenziali obbligatori; a seguito delle predette operazioni di imputazione, le eventuali somme residue saranno riversate all’Associazione.
L’Istituto non procederà al riversamento delle quote associative per i versamenti effettuati successivamente al termine sopra indicato e dette somme saranno rese disponibili all’associato per eventuali compensazioni o restituite allo stesso attraverso apposito procedimento di rimborso.
La delega alla riscossione deve essere rilasciata utilizzando l’apposito modulo predisposto dall’Istituto, nel quale sono indicate esplicitamente le autorizzazioni necessarie per il trattamento dei dati personali e deve essere debitamente sottoscritta dall’associato e riportare gli estremi di un documento di riconoscimento valido.
Le Parti riconoscono che il rapporto associativo intercorre esclusivamente tra l’associato e l’Associazione sindacale. Conseguentemente, ogni eventuale comunicazione dell’associato attinente a detto rapporto deve essere inoltrata all’Associazione stessa.
La comunicazione all’Istituto della revoca può essere effettuata dall’associato, sia direttamente sia attraverso l’Associazione sindacale.
La misura della quota associativa è stabilita dall’Associazione e da questa notificata all’Istituto tramite procedura informatica.La quota associativa è stabilita in misura fissa, anche differenziata a livello provinciale.
La convenzione prevede in favore dell’Istituto la facoltà di recedere unilateralmente dalla stessa in caso di mancato rispetto degli obblighi nella medesima previsti a carico dell’Associazione, nonché in tutti i casi in cui sorgano contestazioni sull’uso della denominazione, dell’acronimo, del logo dell’Associazione sindacale, sul legittimo esercizio dei poteri statutari o qualora intervengano disposizioni normative e/o regolamentari per le quali non sia possibile applicare le disposizioni di cui all’articolo 15 della convenzione e che rendano opportuna o necessaria, nell’interesse dell’INPS, l’adozione di un nuovo testo convenzionale, nonché qualora il servizio di riscossione diventi troppo oneroso per l’INPS a seguito del verificarsi di eventi straordinari e imprevedibili, che necessitino di rilevanti interventi di natura procedurale e/o gestionale. In tale ultimo caso sarà data tempestiva comunicazione al Ministero vigilante.
Prima di esercitare la facoltà di recesso unilaterale, l’Istituto comunica all’Associazione sindacale, motivandola, la decisione di volere recedere dalla convenzione.
Entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, l’Associazione sindacale ha facoltà di comunicare le proprie osservazioni scritte, eventualmente supportate dalla relativa documentazione.
Entro 30 giorni dalla ricezione delle osservazioni, l’Istituto comunica, dando ragione del mancato accoglimento delle osservazioni, il recesso unilaterale dalla convenzione ovvero, in accoglimento delle osservazioni, la volontà di non procedere al recesso.

Premio di risultato 2021 per le BCC del Lazio, Umbria, Sardegna


 



 


Siglato il 7/10/2021, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la UILCA, la UGL Credito, l’accordo collettivo territoriale di secondo livello per l’erogazione del premio di risultato.


Il presente accordo individua una specifica disciplina per l’erogazione del Premio di Risultato per i Quadri Direttivi e per il personale delle Aree Professionali delle BCC/CRA.
Il presente accordo si applica a tutti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle Aziende associate alla Federazione.
Le parti si danno atto che dai dati condivisi nell’incontro tecnico di cui in premessa è risultato che la BCC Provincia Romana e la BCC Lazio Nord hanno presentato un bilancio senza utili di esercizio.
In applicazione di quanto fin qui convenuto, le parti convengono che il Premio di Risultato, da erogare nel mese di ottobre dell’anno 2021, salvo l’esercizio da parte dei lavoratori della facoltà di sostituire al premio le prestazioni di “Welfare”.
Ai dipendenti della Federazione delle BCC del Lazio Umbria Sardegna sarà pagato un Premio di Risultato pari alla media dei premi corrisposti dalle BCC aderenti e potranno avvalersi della facoltà di trasformare, in tutto o in parte, l’erogazione del premio con le prestazioni di “Welfare”.
I premi di risultato possono essere fruiti, per scelta del lavoratore, e trasformati, in tutto o in parte, nei servizi di Welfare, le Parti concordano quanto segue:
a) I lavoratori destinatari del premio, fermi restando i requisiti di reddito previsti dalla normativa richiamata, potranno scegliere su base volontaria la modalità di erogazione del Premio di Risultato, convertendo l’importo maturato o una parte di questo nei servizi di Welfare anche in favore dei propri familiari, compresa la devoluzione, anche parziale, alla previdenza integrativa complementare;
b) Ciascun Azienda Associata individuerà i servizi di Welfare da offrire ai propri dipendenti e le modalità, conformi alla legislazione vigente per consentire agli stessi di optare per tali servizi in trasformazione del Premio. In via esemplificativa i servizi di Welfare potranno riguardare:
– La Previdenza Complementare:
– L’assistenza sanitaria;
– Le spese sostenute per l’educazione e l’istruzione dei propri familiari;
– Spese sostenute per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali;
– Trasporto pubblico;
– Voucher;
– Opere o servizi utilizzabili dai dipendenti presso aziende convenzionate finalizzate alla educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria;
c) Al fine di favorire il benessere dei lavoratori e soddisfare le esigenze di vita attraverso le anzidette misure di Welfare in caso di opzione per la fruizione dei servizi di Welfare, in trasformazione del premio, l’Azienda aggiungerà all’importo destinato dal lavoratore agli stessi servizi, un contributo a proprio carico pari al 20% dell’importo stesso nel rispetto dei limiti di cui alla legislazione vigente.
I Lavoratori che intendono avvalersi della facoltà prevista al punto 8 che precede dovranno esprimere la loro volontà di avvalersi delle prestazioni di Welfare entro e non oltre il 20 ottobre 2021 alla BCC di appartenenza, secondo le modalità stabilite da ciascuna Azienda Associata.



























































































































 

Fascia

Indice

Perc. art 1 acc interreg

Totale premio da pagare

Numero Dip.

Media per Dip.

ARBOREA 1 5,28 4,650 260,98 46,00 5,67
BELLEGRA 2 31,73 4,150 91,56 28,00 3,27
CAGLIARI 3 -2,58 2,478 101,03 30,00 3,37
CASTELLI ROMANI E TUSCOLO 2 35,92 4,150 296,35 82,00 3,61
CIRCEO E PRIVERNATE 2 18,06 4,150 93,12 34,00 2,74
COLLI ALBANI 3 12,41 2,650 98,68 91,00 1,08
NETTUNO 3 17,16 2,650 45,92 36,00 1,28
BANCA CENTRO LAZIO 1 45,34 5,150 479,27 142,00 3,38
PALIANO 2 46,32 4,150 81,43 30,00 2,71
PONTINIA 2 12,39 4,150 299,27 87,00 3,44
PROVINCIA ROMANA 3 28,12 0,000 0,00 76,00 0,00
ROMA 3 25,11 2,650 2.534,22 1.477,00 1,72
BANCA LAZIO NORD 4 -26,48 0,000 0,00 175,00 0,00
SPELLO E BETTONA 2 44,21 4,150 213,47 73,00 2,92
VELINO 3 33,90 2,650 20,00 20,00 1,00

Discontinuità lavorativa necessaria per l’accesso al “regime impatriati”


Un cittadino italiano, distaccato all’estero e rientrato in Italia dal 2021 con un nuovo contratto di lavoro proposto dalla stessa società che lo aveva distaccato, non può fruire delle agevolazioni Irpef previste dal regime sugli impatriati di cui all’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015, qualora la posizione lavorativa assunta al rientro è in sostanziale continuità con la precedente, circostanza ostativa alla fruizione dell’agevolazione (Agenzia entrate – risposta 07 ottobre 2021, n. 683).

Per fruire del regime dei lavoratori impatriati, introdotto dall’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015 e che è stato oggetto di diverse modifiche normative, è necessario che il lavoratore:
– trasferisca la residenza in Italia;
– non sia stato residente in Italia nei due periodi d’imposta antecedenti al trasferimento e si impegni a risiedere in Italia per almeno 2 anni;
– svolga l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.


Sono inoltre destinatari del beneficio fiscale i cittadini dell’Unione europea o di uno Stato extra UE con il quale risulti in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale che:
– sono in possesso di un titolo di laurea e abbiano svolto “continuativamente” un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, ovvero abbiano svolto “continuativamente” un’attività di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream.


L’agevolazione è fruibile dai contribuenti per un quinquennio, a decorrere dal periodo di imposta in cui trasferiscono la residenza fiscale in Italia, e per i quattro periodi di imposta successivi.


Per accedere al regime speciale, la normativa presuppone, inoltre, che il soggetto non sia stato residente in Italia per due periodi di imposta precedenti il rientro.


Con riferimento ai contribuenti che rientrano a seguito di distacco all’estero, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente precisato che non spetta il beneficio fiscale nell’ipotesi di distacco all’estero con successivo rientro, in presenza del medesimo contratto e presso il medesimo datore di lavoro. Diversamente, nell’ipotesi in cui l’attività lavorativa svolta dall’impatriato costituisca una nuova attività lavorativa, in virtù della sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro, diverso dal contratto in essere in Italia prima del distacco, e quindi l’impatriato assuma un ruolo aziendale differente rispetto a quello originario, lo stesso potrà accedere al beneficio a decorrere dal periodo di imposta in cui ha trasferito la residenza fiscale in Italia.


Al riguardo, l’agevolazione non è applicabile nelle ipotesi in cui il soggetto, pur in presenza di un nuovo contratto per l’assunzione di un nuovo ruolo aziendale al momento dell’impatrio, rientri in una situazione di continuità con la precedente posizione lavorativa svolta nel territorio dello Stato prima dell’espatrio.


Ciò accade, ad esempio, quando i termini e le condizioni contrattuali, indipendentemente dal nuovo ruolo aziendale e dalla relativa retribuzione, rimangono di fatto immutati al rientro presso il datore di lavoro in virtù di intese di varia natura, quali la sottoscrizione di clausole inserite nelle lettere di distacco ovvero negli accordi con cui viene conferito un nuovo incarico aziendale, dalle quali si evince che, sotto il profilo sostanziale, continuano ad applicarsi le originarie condizioni contrattuali in essere prima dell’espatrio.


A titolo meramente esemplificativo, costituiscono indice di una situazione di continuità sostanziale:


– il riconoscimento di ferie maturate prima del nuovo accordo contrattuale;


– il riconoscimento dell’anzianità dalla data di prima assunzione;


– l’assenza del periodo di prova;


– clausole volte a non liquidare i ratei di tredicesima (ed eventuale quattordicesima) maturati nonché il trattamento di fine rapporto al momento della sottoscrizione del nuovo accordo;


– clausole in cui si prevede che alla fine del distacco, il distaccato sarà reinserito nell’ambito dell’organizzazione della Società distaccante e torneranno ad applicarsi i termini e le condizioni di lavoro presso la Società di appartenenza in vigore prima del distacco.


Diversamente, laddove le condizioni oggettive del nuovo contratto (prestazione di lavoro, termine, retribuzione) richiedano un nuovo rapporto obbligatorio in sostituzione di quello precedente, con nuove ed autonome situazioni giuridiche cui segua un mutamento sostanziale dell’oggetto della prestazione e del titolo del rapporto, l’impatriato potrà accedere al beneficio fiscale in esame.


Con riferimento al collegamento tra il trasferimento della residenza fiscale in Italia e lo svolgimento dell’attività lavorativa nel territorio dello Stato, è stato precisato che deve essere ravvisabile un nesso causale tra il trasferimento della residenza fiscale in Italia e l’inizio dell’attività lavorativa per la quale il regime speciale prevede una tassazione agevolata dei redditi prodotti in Italia.


Al riguardo, l’art. 2 del TUIR dispone che si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile, che definisce la residenza come il luogo di dimora abituale e il domicilio come la sede principale dei propri affari e interessi.


Le suddette condizioni sono tra loro alternative, pertanto, la sussistenza, per la maggior parte del periodo d’imposta, anche di una sola di esse è sufficiente a far ritenere che un soggetto sia qualificato, ai fini fiscali, residente in Italia.


Nuove retribuzioni e una tantum per i dipendenti del CCNL logistica e trasporto



Con la retribuzione del mese di ottobre  sono previsti nuovi aumenti retributivi per i dipendenti del CCNL logistica, trasporto e spedizione e l’erogazione della seconda rata di una tantum


Confetra ricorda che con la retribuzione di ottobre scatta la prima rata di aumento prevista dall’accordo di rinnovo del 18 maggio scorso.
Sempre con la stessa retribuzione va inoltre corrisposta, ai soli lavoratori in servizio alla suddetta data, la seconda rata di una tantum pari a 50 euro; l’una tantum va proporzionalmente ridotta per i lavoratori part-time e per quelli assunti durante il periodo interessato e non va considerata ai fini del TFR e dei vari istituti contrattuali.
I nuovi importi dei minimi contrattuali mensili saranno pertanto i seguenti:


Personale non viaggiante


 











































Livello

Aumento dall’1/10/2021

Minimo dall’1/10/2021

Quadri (+19,20) 2.265,86
(+18,07) 2.127,87
(+16,59) 1.954,81
3°Super (+15,00) 1.765,37
(+14,55) 1.718,06
(+13,86) 1.634,10
4°Junior (+13,52) 1.591,45
(+13,18) 1.558,15
(+12,39) 1.456,12
6°Junior (+11,36) 1.339,53


Personale viaggiante























































Livello

Aumento dall’1/10/2021

Minimo dall’1/10/2021

C3 (+15,06) 1.765,84
B3 (+15,00) 1.765,37
A3 (+14,94) 1.764,90
F2 (+14,61) 1.718,55
E2 (+14,55) 1.718,08
D2 (+14,49) 1.717,62
H1 (+14,04) 1.664,96
G1 (+13,98) 1.658,27
I (+12,41) 1.460,09
I (+13,08) 1.539,71
L (+12,41) 1.460,09
L (+13,08) 1.539,71
L (+13,42) 1.579,55

Verifica anticipata della certificazione verde Covid-19 per esigenze aziendali


Per specifiche esigenze organizzative volte a garantire l’efficace programmazione del lavoro, il datore di lavoro può chiedere in anticipo ai propri lavoratori di comunicare il possesso della certificazione verde Covid-19.

Dal15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato, ovvero in quello pubblico, è fatto obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19.
I datori di lavoro devono verificare il rispetto delle prescrizioni e definiscono, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, laddove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi in parola.


I lavoratori, nel caso in cui comunichino di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risultino privi della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
L’omessa adozione delle misure organizzative ovvero l’omessa verifica del rispetto delle prescrizioni, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000.
Restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore.
Inoltre, per i lavoratori che abbiano avuto accesso violando l’obbligo di Green Pass è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro.


Accordo Edilizia Industria Interprovinciale Padova – Treviso – Vicenza

Firmato il 27/9/2021, tra ANCE PADOVA, ANCE TREVISO, ANCE VICENZA e le OO.SS. territoriali FENEAL-UIL FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, l’accordo per i lavoratori dell’Edilizia Industria Interprovinciale, nell’attesa della sottoscrizione del rinnovo del CIPL 5/10/2017, scaduto il 31/12/2020.

Le Parti Sociali Territoriali per il settore dell’Edilizia Industria interprovinciale di Padova, Treviso e Vicenza, il 27 settembre 2021, si sono incontrate per discutere il rinnovo del CIPL 5/10/2017, a seguito della presentazione di un’articolata proposta che ancora non si è conclusa con la sottoscrizione di un testo contrattuale.
Pertanto in tale sede, hanno convenuto che:

1) fino alla definizione delle intese per il rinnovo del CIPL 5/10/2017, e comunque non oltre il 31/12/2022, il citato Contratto Integrativo Territoriale continui ad operare ultrattivamente per ogni suo profilo normativo e retributivo ivi compreso il Regolamento per la definizione delle prestazioni sociali erogate dalle Casse Edili fatta specifica (eccezione per la disciplina In esso contenuta relativa all’obbligo di versamento da parte delle imprese della contribuzione al FONDO ALTEA – Assistenza Sanitaria Integrativa che sarà oggetto di confronto tra le parti;

2) l’operatività delle nuove prestazioni aggiuntive – poste a carico delle CASSE EDILI INDUSTRIALI operanti nel territori di Padova, Treviso e Vicenza ed Introdotte con il CIPL 5/10/2017 e consistenti in un contributo per:

– acquisto prima casa lavoratore, costruzione prima casa lavoratore, ristrutturazione edilizia abitazione principale di proprietà del lavoratore, con spesa pari o superiore a 80.000,00 € tramite imprese iscritte al sistema delle Casse Edili riconosciute da CNCE;
– primo ingresso lavoratore e regresso lavoratore nel settore;
– matrimonio/unione civile lavoratore;
– nascita figli lavoratore;
viene ripristinata per l’esercizio CASSA EDILE 1/10/2021 – 30/9/2022 con applicazione de! meccanismo di erogazione previsto dal Regolamento Generale delle Prestazioni.

Viene altresì convenuto di dare mandato alle CASSE EDILI INDUSTRIALI operanti nei territori di Padova Treviso e Vicenza affinchè vengano accolte le domande di accesso a tali prestazioni aggiuntive presentate da lavoratori Iscritti a dette casse edili entro il 31/3/2021 per eventi verificatisi nel periodo 1/10/2020 – 31/12/2020 e rimaste giacenti e non istruite; ciò a condizione che i lavoratori operino presso imprese in regola con gli adempimenti di contribuzione a far data dall’1/10/2020.
Le parti convengono inoltre che le Casse Edili territoriali potranno valutare l’accoglimento di domande riguardanti eventi verificatisi nel periodo 1/1/2021 – 30/9/2021 presentate nei termini di cui al Regolamento, e di procedere alla liquidazione del saldo (50%) delle prestazioni aggiuntive sopracennate per domande presentate e accolte dai lavoratori iscritti nel corso dell’esercizio 1/10/2020 – 30/9/2021;

3) Infine, la c.d. “Prestazione di Carenza Malattia”, già cessata a far data dall’1/10/2020, viene ripristinata dall’1/10/2021 fino al 30/9/2022.

Operai agricoli e florovivaisti di Lecce: la prima tranche di aumento retributivo



Si riportano le tabelle salariali per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Lecce con gli aumenti relativi alla prima tranche di aumento del salario provinciale come previsto dall’accordo di rinnovo sottoscritto il 3/8/2021, tra CONFAGRICOLTURA di Lecce, COLDIRETTI Lecce, CIA Salento e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL Lecce


Come previsto nell’accordo di rinnovo del 3/8/2021 del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Lecce, il salario provinciale viene incrementato del 2% con base al parametro 149 e riparametrato per i diversi livelli secondo le seguenti decorrenze:
– dall’1/9/2021: primo aumento par all’1%
– dall’1/12/2021: secondo aumento pari al restante 1%
Pertanto le tabelle retributive vigenti sono le seguenti:


OPERAI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO


Incremento 1% dall’1/9/2021



































































area

qualifica

Parametro

paga giornaliera

3° elemento 30,44%

paga complessiva

paga oraria

1 3L 178 62,24 18,95 81,19 12,49
1 2L 169 59,06 17,98 77,04 11,85
1 1L 159 55,52 16,90 72,42 11,14
2 3L 149 51,99 15,83 67,82 10,43
2 2L 145 50,59 15,40 65,99 10,15
2 1L 140 48,83 14,87 63,70 9,80
3 2L 120 41,79 12,72 54,52 8,39
3 1L 110 38,29 11,66 49,95 7,68


OPERAI AGRICOLI A TEMPO INDETERMINATO


Incremento 1% dall’1/9/2021











































Area

qualifica

parametro

paga mensile

1 3L 178 1618,18
1 2L 169 1535,45
1 1L 159 1443,63
2 3L 149 1351,96
2 2L 145 1315,32
2 1L 140 1269,53
3 2L 120 1086,71
3 1L 110 995,49


OPERAI FLOROVIVAISTI A TEMPO DETERMINATO


Incremento 1% dal 1/9/2021






































Area

Qualifica

Paga giornaliera

3° elemento 30,44%

Paga complessiva

Paga oraria

1 A 62,21 18,94 81,14 12,48
1 B 58,99 17,96 76,95 11,84
2 C 52,28 15,91 68,19 10,49
2 D 49,40 15,04 64,43 9,91
3 E 48,84 14,87 63,71 9,80


OPERAI FLOROVIVAISTI A TEMPO INDETERMINATO


Incremento 1% dal 1/9/2021


 























Area

Qualifica

Paga mensile

1 A 1617,04
1 B 1534,15
2 C 1351,87
2 D 1284,53
3 E 1270,39


 

Diritto allo studio negli Studi Professionali

I dipendenti degli Studi Professionali possono richiedere il rimborso dell’80% della spesa sostenuta per l’acquisto dei libri di testo scolastici per i figli.

L’Ente bilaterale degli Studi Professionali ha rinnovato la prestazione relativa al rimborso delle spese sostenute per l’acquisto dei libri di testo per l’anno scolastico 2021/2022, contributo significativo per sostenere il diritto allo studio.
I dipendenti degli Studi Professionali, in regola con le iscrizioni ad Ebipro e Cadiprof da almeno sei mesi, possono richiedere fino al 31 dicembre 2021 il rimborso di parte delle spese per l’acquisto dei libri di testo scolastici per i figli frequentanti la scuola primaria e secondaria. Il rimborso è pari all’80% della spesa sostenuta con un limite massimo di 200 euro.