Credito d’imposta adeguamento ambienti di lavoro: soppresso codice tributo 6918


Con la Risoluzione n. 43/E del 22 giugno 2021, l’Agenzia delle Entrate ha disposto la soppressione del codice tributo 6918, previsto per l’utilizzo in compensazione tramite F24 del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro alle prescrizioni sanitarie e alle misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19. Il codice tributo può essere utilizzato fino al 30 giugno 2021.

Con il DL Rilancio (art. 120 del Decreto Legge n. 34 del 2020), al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro alle misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, è stato introdotto un credito d’imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, fino a un massimo di 80.000 euro.
Il cd. “bonus adeguamento degli ambienti di lavoro” è riconosciuto ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.
I soggetti in possesso dei requisiti per accedere al credito d’imposta devono comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili, entro il 31 maggio 2021.
Per ciascun beneficiario, il credito d’imposta è pari al 60 per cento delle spese complessive risultanti dall’ultima comunicazione validamente presentata, in assenza di successiva rinuncia. Come accennato in precedenza l’ammontare massimo delle spese ammissibili non può eccedere il limite di 80.000 euro.
Il credito d’imposta, in relazione alle spese effettivamente sostenute, può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, dal giorno lavorativo successivo alla corretta ricezione della relativa comunicazione e in ogni caso dal 1° gennaio al 30 giugno 2021. A tal fine, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
In alternativa all’utilizzo diretto i beneficiari possono cedere il credito a soggetti terzi, con facoltà di successiva cessione. I cessionari, a loro volta, utilizzano il credito d’imposta esclusivamente in compensazione tramite modello F24 telematico, entro il 30 giugno 2021.
Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta è stato istituito il codice tributo “6918” denominato “Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro – articolo 120 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.


In considerazione del termine di utilizzo del credito d’imposta, fissato al 30 giugno 2021, l’Agenzia delle Entrate ha disposto la soppressione del predetto codice tributo 6918 a decorrere dal 1° luglio 2021.